Vana Vanitas

Ideale sublimazione del ciclo “Nuda Veritas”©Agostino Bergo(2022), “Vana Vanitas”©Agostino Bergo(2023-2024) rappresenta un’ideale ridefinizione allegorica di alcune Virtù, oggi molto rare, ma di cui si avverte un certo bisogno. Svincolato da un’ottica squisitamente teologica o religiosa, in questo ciclo, il filo rosso vorrebbe essere la tensione verso ciò che è buono e giusto, indipendentemente da ogni forma di gratificazione o compenso per il proprio operato. Secondo le Metamorfosi di Ovidio i misfatti dell’Umanità misero in fuga la Giustizia e la costrinsero a rifugiarsi nella Costellazione della Vergine. Il concetto analogo di “Vergine Celeste” viene richiamato nelle Bucoliche di Virgilio, annunciando la venuta di un Bambino che rigenererà il Mondo. In Shakespeare, Tito, dilaniato dal dolore, scocca verso il cielo, tramite dardi, delle suppliche alle Virtù, così che possano tornare di nuovo sulla terra e rimediare ai torti di cui è vittima. Il ciclo si articola in 5 olio su legno, circolari, diametro 40 cm. Ciascuna tavola reca l’immagine di un nudo femminile idealizzato, rappresentazione allegorica dei tratti salienti che definiscono la Virtù che le è propria. Ciascuna Virtù è cinta da un drappo del colore proprio del personaggio del ciclo “Nuda Veritas”, di cui rappresenta ideale sublimazione. Da un flagello (Nuda Veritas) ci si eleva verso una Virtù in grado di vincerlo e sostituirlo. Sopra ogni Virtù è posto un cartiglio con il nome della stessa in lingua russa. L’alfabeto e la lingua diversa indicano l’impossibilità o, almeno, la grande difficoltà di evocare e ritrovare queste Virtù nella realtà contemporanea.

Speranza

Speranza

 © Agostino Bergo(2023), olio su legno, diametro: 40cm., profondità 2,5cm.

Concept: “Vana Vanitas” ©Agostino Bergo(2023-2024)
Titolo: “Speranza” ©Agostino Bergo(2023)
Autore: Agostino Bergo
Tecnica: Olio
Supporto: Legno. Tavola in legno multistrato, ammannita, senza culla.
Dimensioni: Ø40 cm., profondità 2,5cm.
Anno: 2023
Esecutore materiale: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto complessivo: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto artistico: Agostino Bergo
Sviluppo artistico: Agostino Bergo
Sviluppo Contenuti ed esegesi: Agostino Bergo
Tema: La Speranza.
Impianto stilistico e compositivo: Idealmente posizionata sopra “Il Cavaliere Bianco”©.Agostino Bergo(2022), e rappresentandone la sublimazione,  “Speranza”©.Agostino Bergo(2023) è dominata dal colore bianco, in particolare, da un bianco freddo, che, per l’occasione, si tramuta in sperone di ghiaccio. La Speranza si erge quindi dai misfatti della “Guerra di invasione”, descritti dalla storia del personaggio ritratto nello smartphone de “Il Cavaliere Bianco”ÓAgostino Bergo(2022), per offrire una prospettiva più ampia. Un “voto di vastità”, propiziato da una femminilità materna e generosa, che si completa nella consapevolezza di uno sguardo fiero che interroga lo spettatore. Lei, sola, nuda e possente nella sua fragilità, ha scalato vette insormontabili. Il Pensiero, l’Arte e l’Ispirazione volano con lei, racchiuse nel corpicino di un codibugnolo, appollaiato sulla sua spalla sinistra. Solo se guidati dalla Speranza gli attributi dell’ingegno umano possono superare le asprezze di questa vita terrena.

Speranza

Verità

 © Agostino Bergo(2023), olio su legno, diametro: 40cm., profondità 2,5cm.

Concept: “Vana Vanitas” ©Agostino Bergo(2023-2024)
Titolo: “Verità” ©Agostino Bergo(2023)
Autore: Agostino Bergo
Tecnica: Olio
Supporto: Legno. Tavola in legno multistrato, ammannita, senza culla.
Dimensioni: Ø40 cm., profondità 2,5cm.
Anno: 2023
Esecutore materiale: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto complessivo: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto artistico: Agostino Bergo
Sviluppo artistico: Agostino Bergo
Sviluppo Contenuti ed esegesi: Agostino Bergo
Tema: Verità.
Impianto stilistico e compositivo: La Verità è qui chiamata con una specifica parola russa che indica la Virtù e un punto di vista, non il vero scientifico. Idealmente posizionata sopra “Il Cavaliere Rosso”©.Agostino Bergo(2022), e rappresentandone la sublimazione,  “Verità”©.Agostino Bergo(2023) è dominata dal colore rosa, in particolare nella tonalità pesca. La Verità si erge quindi dalla “Guerra civile”, vista nell’ottica della “sorveglianza di massa”, descritta dalla storia del personaggio ritratto nello smartphone de “Il Cavaliere Rosso”©.Agostino Bergo(2022), per offrire una prospettiva più intima. La solitudine contemplativa, senza alcun tipo di stimolo esterno o rumore di fondo, propizia, in un deserto notturno, tanto una Verità maieutica quanto una Verità rivelata. Una morbida e pura femminilità senza tempo, si staglia, placida e sognante, come unico elemento orgogliosamente vitale, in un paesaggio altrimenti sterile. Una fisicità che sgorga prorompente dalla roccia e si proietta, con il suo sguardo, verso il cielo, custode e fonte del Vero. Un chiacchierone, appollaiato sul dorso della sua mano destra, ne custodisce l’intimità e la pudicizia. La Verità è, quindi, una Virtù intima, da non ostentare né imporre. È una continua scoperta che eleva lo Spirito, non l’ego.

Speranza

Iucunditas

 © Agostino Bergo(2024), olio su legno, diametro: 40cm., profondità 2,5cm.

Concept: “Vana Vanitas” ©Agostino Bergo(2023-2024)
Titolo: “Iucunditas” ©Agostino Bergo(2023)
Autore: Agostino Bergo
Tecnica: Olio
Supporto: Legno. Tavola in legno multistrato, ammannita, senza culla.
Dimensioni: Ø40 cm., profondità 2,5cm.
Anno: 2024
Esecutore materiale: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto complessivo: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto artistico: Agostino Bergo
Sviluppo artistico: Agostino Bergo
Sviluppo Contenuti ed esegesi: Agostino Bergo
Tema: Iucunditas
Impianto stilistico e compositivo:
Nell’Udienza Generale del 20.09.1978, Papa Giovanni Paolo I definisce la Iucunditas come la capacità di convertire in un sorridere giocondo la nostra reazione alle avversità. Come già notato da San Tommaso d’Aquino e da Sant’Agostino la Iucunditas, in accordo con la “lieta novella”, sconfigge il pessimismo. Forse la Virtù più complessa e più squisitamente religiosa. Come rappresentare la pura gioia, senza scivolare nell’elogio dell’ebete inconsapevolezza? Tanto più in un quadro che idealmente si posiziona sopra “L’Angelo di Fuoco: la vendetta di Prokof’ev”©Agostino Bergo(2022), rappresentandone la sublimazione? “Iucunditas”©Agostino Bergo(2024) è dominata dal colore giallo, in particolare nella tonalità dell’oro iridescente dell’alba descritto ne “Il tempo primaverile del ghiaccio” di B. Pasternak. Dalla Resurrezione del corpo fisico della Renata di Prokof’ev, mortificato in vita, si passa all’apogeo di una femminilità che è pura,avvolgente e omnicomprensiva gioia. Carica di tutte le speranze e dei sogni della nuova alba dell’Est, quest’Allegoria è contemporaneamente donna pienamente sbocciata (nelle forme) e innocentemente infantile in una posa quasi di gioco. Nessun rancore o vendetta per i torti subiti ma giocosità in comunione con la Vera Gioia che è solo trascendente.

Giustizia

 © Agostino Bergo(2024), olio su legno, diametro: 40cm., profondità 2,5cm.

Concept: “Vana Vanitas” ©Agostino Bergo(2023-2024)
Titolo: “Giustizia” ©Agostino Bergo (2024)
Autore: Agostino Bergo
Tecnica: Olio
Supporto: Legno. Tavola in legno multistrato, ammannita, senza culla.
Dimensioni: Ø40 cm., profondità 2,5cm.
Anno: 2024
Esecutore materiale: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto complessivo: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto artistico: Agostino Bergo
Sviluppo artistico: Agostino Bergo
Sviluppo Contenuti ed esegesi: Agostino Bergo
Tema: Giustizia
Impianto stilistico e compositivo:
Idealmente posizionata sopra “Il Cavaliere Nero”©AgostinoBergo(2022), e rappresentandone la sublimazione,  “Giustizia”©Agostino Bergo(2024) è dominata dal colore viola, simbolo di fiduciosa attesa. La Giustizia si erge quindi dai misfatti della “Carestia”, descritti dalla storia del personaggio ritratto nello smartphone de “Il Cavaliere Nero”©Agostino Bergo(2022), per offrire una prospettiva essenzialmente inedita. Enormemente distante dall’iconografia classica di ogni epoca, qui la Giustizia non si presenta bendata con la spada e la bilancia a due piatti (già presente nel Cavaliere Nero). Essendo forse la più intellettuale e complessa tra le Virtù, questa Giustizia assolve un compito più alto, pieno di Grazia e di Compassione. In una buia miniera di sale, questa splendida Allegoria femminile, appoggia le sue candidee materne forme sul pavimento per cercare dei cristalli abbandonati sotto le sue mani. Questi cristalli perduti sono gli errori giudiziari. Vite innocenti sconvolte e dimenticate sul pavimento. La Vera Giustizia, che porta con sé il rispetto formale delle norme, in una candida quanto elaborata acconciatura che quasi la incorona, vede molto bene gli errori degli uomini malvagi ma anche gli errori di coloro che praticano la giustizia. Non si limita a punire chi sbaglia ma salva anche i perseguitati. Raccoglie infatti quei cristalli abbandonati e li lancia in cielo. Da sale in terra, queste vite diventano stelle nel firmamento. Misericordia, Grazia, Perdono e Compassione costituiscono, in unione con la Vera Giustizia, una costellazione che indica la via da seguire.

 

Bellezza

 © Agostino Bergo(2024), olio su legno, diametro: 40cm., profondità 2,5cm.

Concept: “Vana Vanitas” ©Agostino Bergo(2023-2024)
Titolo: “Bellezza” ©Agostino Bergo(2024)
Autore: Agostino Bergo
Tecnica: Olio
Supporto: Legno. Tavola in legno multistrato, ammannita, senza culla.
Dimensioni: Ø40 cm., profondità 2,5cm.
Anno: 2024
Esecutore materiale: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto complessivo: Agostino Bergo
Sviluppo Progetto artistico: Agostino Bergo
Sviluppo artistico: Agostino Bergo
Sviluppo Contenuti ed esegesi: Agostino Bergo
Tema: Bellezza
Impianto stilistico e compositivo: Idealmente posizionata sopra “Il Cavaliere Verde”©Agostino Bergo(2022), e rappresentandone la sublimazione,  “Bellezza”©Agostino Bergo(2024) è dominata dal colore verde. La Bellezza conclude la parte del ciclo “Vana Vanitas”©Agostino Bergo(2024) in diretto collegamento con “Nuda Veritas”©Agostino Bergo(2022), riportando un equilibrio disteso in riferimento alla composizione e alla posa complessa de “Il Cavaliere Verde” ©Agostino Bergo(2022).

La superata “Pestilenza”, in origine intesa in senso squisitamente informatico, qui viene sublimata ad un livello più ampio con la pacifica riaffermazione di una primaverile Bellezza, che ritorna invicta dopo l’inverno d’una malattia. Una prorompente esplosione di vitalità femminile si rispecchia nella natura di nuovo lussureggiante che fiorisce sotto i suoi fianchi, costituendo un’ideale barriera di protezione proprio dal passato. Sotto lo sguardo attento di un Martin Pescatore a guardia della sua mano sinistra, la sua incantevole morbidezza si riflette nello specchio d’acqua sottostante con una nuova consapevolezza. Lo sguardo è rapito dalla danza dei fiori e dell’acqua sotto di lei. Non c’è più dialogo con lo spettatore a cui tocca solo il meraviglioso compito di contemplarla, custodirla e vegliare su di lei.